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Il Parlamento Europeo chiede la fine del geo-blocking

 

Il Parlamento chiede la fine del geo-blocking dell'accesso online dei consumatori ai servizi fatto sulla base dei loro indirizzi IP, indirizzi postali e del Paese che ha rilasciato la carta di credito.

Esordisce così il comunicato stampa che dà voce alla risoluzione voluta dal Parlamento Europeo martedì in merito alla fine della pratica del geoblocking per favorire l'economia digitale europea e le PMI.

I deputati vogliono che«[...] l'Europa sappia cogliere le opportunità offerte dalle nuove tecnologie, quali i Big Data, il cloud computing, l'Internet delle cose o la stampa 3D, e si doti di una politica favorevole all'innovazione per le piattaforme online.

Kaja Kallas, correlatrice per la commissione industria

Le raccomandazioni del Parlamento per sostenere il mercato unico digitale sono state approvate con 551 voti favorevoli, 88 contrari e 39 astensioni. Ciò che chiedono i deputati alla Commissione, poi, è una serie di proposte relative ad esigenze specifiche:

  • Fine delle pratiche di geo-blocking non giustificate per favorire una più semplice accessibilità ai beni e servizi, con la speranza che la proposta sulla portabilità transfrontaliera del contenuto online dei servizi costituisca il primo passo in questa direzione.
  • C'è poi la necessità di assicurare una protezione equivalente a prescindere se il contenuto digitale è acquistato online o offline e di trovare soluzioni innovative per la consegna transfrontaliera dei pacchi, con servizi migliori a costi limitati.
  • La rimozione delle barriere che impediscono oggi a Pmi, startup e scaleup di cogliere le opportunità offerte da settori in ascesa (Big Data, cloud, loT e altre) e una spinta decisa verso l'utilizzo delle piattaforme online.
  • Non poteva mancare una raccomandazione inerente alla privacy, tema caldo nell'Ue dopo l'approvazione dei primi regolamenti unici, rispetto alla quale si chiede di rivedere la direttiva sull'ePrivacy.
 

Altro tema specifico su cui si sono espressi i deputati riguarda la loro preoccupazione circa i differenti approcci nazionali intrapresi sino a oggi dagli Stati membri per regolare Internet e la sharing economy. Si chiede una maggiore attenzione e norme più adeguate per i consumatori della sfera digitale (come quelli di Uber, eBay e Airbnb).

Altre tematiche affrontate nella risoluzione includono il copyright, le telecomunicazioni, le norme sull'IVA, i media, le competenze informatiche, l'e-government e i diritti dei lavoratori.

Prossime tappe


Le proposte contenute nella risoluzione approvata oggi contribuiranno alla preparazione delle 16 iniziative della Commissione, come anticipato nella sua comunicazione "A Digital Single Market Strategy for Europe". Il Parlamento sarà legislatore assieme al Consiglio dei Ministri Ue sulle proposte legislative per sostenere il mercato unico digitale.