IL GAZZETTINO - Prenotazione da mezzo mondo per ascoltare il "guru" dei siti
TREVISO - (mzan) L'hanno scelto per i loro portali internet grandi aziende come Benetton, Danone o Lufthansa; istituzioni come la Fao o l'agenzia Sogei del ministero dell'Economia; università come Harvard. Liferay è uno degli ultimi "ritrovati" per realizzare e gestire siti con una forte interazione con gli utenti, secondo il cosiddetto web 2.0. Il suo fondatore e amministratore delegato Bryan Cheung sarà domani a Treviso: questo trentacinquenne di origini coreane negli Stati Uniti è considerato un "guru" del settore. In duecento, anche da Croazia, Repubblica Ceca, Israele si sono già prenotati per venirlo a sentire (dalle 9, all'auditorium di Santa Croce). La scelta del capoluogo della Marca come sede del primo simposio italiano della sua società non è casuale: a Lancenigo opera la Smc. Fondato nel 1981, il gruppo comprende oggi 14 società e quattro filiali, conta 272 dipendenti e l'anno scorso ha fatturato 25 milioni di euro. Parecchi dei portali citati sono stati sviluppati dai suoi programmatori. E l'azienda è l'unico partner italiano certificato di Liferay. «Li abbiamo convinti a venire qui anche per dimostrare - rivela il presidente Riccardo D'Avella -. che nella Marca ci sono tante aziende di settori tecnologicamente avanzati». Di questa piccola «Silicon valley» nostrana, Smc è uno dei riferimenti: una delle società del gruppo, la Project moon, ha appena vinto il Premio web Italia per aver creato il miglior social network italiano: www.pjoon.com.
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